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Casa vinicola Caruso

Retaggio di storia e ricco medagliere di riconoscimenti per l’Azienda Vinicola Caruso , ufficialmente presente dal 1896, ma già attiva decenni prima ad opera di Pantaleone Caruso, vignaiolo appassionato e convinto promotore della qualità del suo vino, tanto da etichettarlo “Gran Caruso”. Un nome che avrà subito fortuna se già nel 1907 il vino viene premiato nel Massachussets e poi nel ‘909 a Bruxelles e ancora nell’11 a Parigi.

La formula vincente è quella di un prodotto genuino, al quale sono dedicate grande cure sia nel vigneto che in cantina, ma tutto sulla base della sola tradizione, perché siamo ancora ben lontani dalle conquiste della moderna tecnologia. Ai primi del Novecento Ravello è il solo comune in Costiera Amalfitana (e il primato andrà avanti per oltre settant’anni) a vantare due aziende che imbottigliano ed esportano il vino, sull’onda di quella suggestione che il luogo ha sempre esercitato su chiunque vi arrivi. E questo legame con la stagione delle origini sopravvive ancora oggi nell’etichette dell’azienda Caruso, le quali sono rimaste quelle di un tempo, con la rappresentazione del medagliere, la foto ovale con il trasporto a mano dei cesti colmi d’uva, il cartiglio con la scritta “Vino Gran Caruso”.

Oggi la realtà è ben altra, anche se curate le piccole vigne sparse nel territorio comporta ancora la fatica di una volta. E veniamo a i vini. I quali – a parte la classica tipologia Bianco, Rosso, Rosato – presentano due linee: quella etichettata Costa d’Amalfi Doc e quella storica del Gran Caruso. Per la prima, il Bianco nasce dall’uvaggio di Biancolella e Falangina (Olivella), gradazione alcolica fra i 12 e 12,5, odore fruttato e sapore secco. Il Rosso, composto da Aglianico e Piedirosso , arriva fino a 13. E’ un vino morbido per il lungo processo di fermentazione e giustamente tannico. Anche il Rosato si avvale della medesima composizione e raggiunge lo stesso grado alcolico.

Per quanto riguarda la Doc, tutti e tre i tipi sono confezionati nella classica bottiglia renana da 0,75, verde per il Bianco e il Rosso, bianca per il Rosato. Per l’etichetta “Gran Caruso” gli uvaggi non sono disciplinati ma si avvalgono sempre ed esclusivamente di vitigni autoctoni presenti sul territorio, e spesso sul piede franco. Alle tre varietà tradizionali, la Caruso affianca il Bianco Villa Eva Blu, cosiddetto dal colore blu - mare della bottiglia bordolese nella quale viene presentato. E’ un vino appena effervescente, dagli 11 ai 12 gradi, ideale per aperitivi e piatti di pesce.

 

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