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Casa vinicola Episcopio

Nascono nel clima dell’impresa dei Mille e dell’Unità d’Italia, i vini delle Cantine Episcopio 145 anni fa. Quando Pasquale Palumbo curava, con straordinaria sapienza e dedizione, le vigne annesse alla Casa Vescovile di Ravello , più nota come Episcopio . Da qui il nome del vino. Il marchio mantenuto lungo quattro generazioni è oggi gestito con mano sicura da Marco Vuilleumier, erede di tanta tradizione. Poi al vino Pasquale Palumbo affianca l’albergo omonimo, destinato nel volgere di pochi anni ad un tale parterre di ospiti illustri, che ha pochi termini di confronto in Europa.

L’elenco delle personalità – da Wagner a Greta Garbo ai reali si Svezia e Danimarca a Humphrey Bogart, John Huston, Lauren Bacall, Grieg, Malaparte – accompagna così da sempre, e di pari passo, la storia dell’hotel e quella del vino. Il Palumbo e l’Episcopio diventano uno stretto binomio, dove l’uno rimanda all’altro ed entrambi s’identificano con l’incomparabile immagine di Ravello . Curato alla maniera antica e prodotto in non più di trentamila bottiglie, il vino delle Cantine Episcopio nasce tra Ravello e Scala , nella Vigna San Lorenzo a 350 metri sul livello del mare. Le tipologie sono quelle classiche previste dal Disciplinare della Doc: Rosso, Rosato e Bianco. Il primo, con una gradazione alcolica di 12,5, è quanto mai longevo e, perfettamente conservato, sfiora i vent’anni. Nasce da un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Serpentaria, un vitigno quest’ultimo strettamente locale. La produzione si aggira sulle ottomila bottiglie.

Anche il Rosato, etichettato come Ravello Rosé Doc, utilizza lo stesso blend e si accredita per la struttura piena e morbida e il profumo intenso. La produzione è ancora più contenuta, solo quattromila bottiglie, per un vino la cui vena di fresca acidità nasconde bene i 12 gradi. Per il Ravello Bianco Doc vengono invece utilizzate le sole uve di Scala , nelle varietà San Nicola, Bianca Tenera, Bianca Zita, Finestrella. Anche in questo caso il primo vitigno non trova riscontro oltre il territorio. Il vino, di grande personalità e finezza, dal piacevole retrogusto amarognolo, è quello più largamente prodotto. Più prezioso risulta invece l’altro Bianco, il Vigna San Lorenzo, realizzato solo in cinquemila bottiglie.

Qui alla composizione del Ravello Bianco si aggiunge la Pepella, un’uva di antica e rinominata qualità, fra le più tipiche della zona. Episcopio produce inoltre, come vini da tavola, due Rossi: un Riserva Speciale (vendemmia ’92) da uve Aglianico, Piedirosso e Serpentaria; e Confalone da Aglianico in purezza.

 

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