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Casa vinicola Ettore Sammarco

Il sogno si è avverato quarant’anni fa, nel ’62, ed Ettore Sammarco ne parla con emozione e orgoglio. La sua famiglia fa vino da sempre. La loro è un’azienda agricola di antica tradizione. Ma come tante qui al Sud, vendevano il vino sfuso e direi anonimo. Anche se era molto richiesto, ma pagato piuttosto male. Così per anni l’obbiettivo di Ettore è stato quello di imbottigliare il vino, di curarlo meglio e di distribuirlo presso ristoratori ed enoteche in grado di apprezzarne la qualità. I grandi silos di acciaio stringono d’assedio la bottaia, ultima testimonianza di quella che era la vecchia azienda. La quale, fatta salva ogni più avanzata tecnologia, conserva il carattere e la struttura di un tempo. A cominciare dalla conduzione familiare, che vede affianco al patron Ettore, il figlio Bartolo, entrambi impegnati sul fronte della produzione, mentre Maria Rosaria ed Antonella, le due figliole, seguono la parte amministrativa e il settore commerciale.

La Doc Costa d’Amalfi nel ’95 ha dato uno straordinario impulso alla produzione vinicola del territorio. Una consacrazione certamente meritata, anche se il nome di Ravello aveva già una sua storia in fatto di vini. Il Disciplinare ha evitato il rischio che sotto questo nome venissero commercializzati vini mediocri e con uvaggi imbastarditi. L’azienda sotto l’etichetta Selva delle Monache (il marchio è registrato) produce il Ravello Doc nelle tipologie Bianco, Rosso e Rosato.

Il terreno è argilloso – vulcanico e il sistema di allevamento è a guyot doppio, spalliera e pergola. Al di là di questi dati comuni, ogni vino ha un suo percorso. Il Bianco (60% Falangina, 40% Biancolella) passa dalla perfetta maturazione delle uve alla criomacerazione sotto controllo termico e successiva permanenza in acciaio per cinque mesi. Il Ravello Rosso (40% Piedirosso, 30% Sciascinoso e 30% Aglianico) ha invece un contatto prolungato delle bucce con il mosto per ottenere una giusta tannicità, e dopo tre mesi in acciaio va affinato per un anno in botti di rovere francese.

Sempre sotto l’etichetta Selva delle Monache, la Sammarco produce anche un Ravello Rosso Riserva, a base di Aglianico 70% e Piedirosso 30%, viene vinificato con una breve macerazione delle bucce con il mosto, per poi maturare sei mesi in acciaio. Bartolo Sammarco parla con orgoglio di un Ravello Bianco, che non esita a definire raro. Viene infatti prodotto solo nelle migliori annate e in circa tremila bottiglie. E’ la selezione severa di un uvaggio risultato quanto mai felice (Ginestra 40%, Bianca Zita 40 % e Biancolella 20%). Le uve provengono tutte dalla Vigna di Grotta Piana, che gode di un’esposizione unica fra mare e monti. Di qui i profumi fruttati e un leggero sentore di vaniglia e di tostato. Il riferimento è ancora una volta al territorio e alla fatica che comporta la cura del vigneto. La chiamano viticoltura eroica, ma in Costiera Amalfitana non si conosce altro tipo di allevamento. Questi i terrazzamenti e questi i pergolati, e nessuno saprebbe concepirli in altro modo.

Le Doc Ravello prodotte da Ettore Sammarco godono di larghi riconoscimenti. Nel vortice di presenze illustri, che fanno di Amalfi e del suo territorio il rifugio privilegiato di personalità del mondo dell’arte, della politica e dello spettacolo, il Selva delle Monache ha tenuto banco. Da Zeffirelli a Schroeder ai grandi solisti e direttori d’ orchestra partecipanti al festival di Ravello, tutti hanno celebrato questi vini. E nessuno ha rinunciato a portarne via qualche bottiglia.

 

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