 Il periodo d’oro della produzione e del commercio del Limone Costa d’Amalfi ha inizio nella seconda metà del XIX secolo. Sin dal 1860 ebbe inizio l’esportazione negli U.S.A. negli stessi anni il Limone della Costiera Amalfitana giungeva sui mercati di Francia e Russia.
L’intera popolazione della Costa Amalfitana era addetta ai lavori di coltivazione, produzione e commercializzazione, unitamente alla edificazione dei ciclopici terrazzamenti (macerine), l’economia e la società locale si modellavano sugli andamenti del prodotto sui mercati nazionali, europei e d’oltreoceano.
Il Limone ci lega al nostro territorio da epoche più risalenti. Il piccolo Stato Amalfitano, la più antica Repubblica Marinara del Mediterraneo, è già una realtà operativa nel VI secolo della nostra era.
Da secoli indipendente e florida realtà economica, in contatto con i maggiori porti del Mediterraneo, alleata con gli Arabi nel commercio e partecipe alle prime Crociate, Amalfi conosce, assimila, perfeziona e diffonde la cultura della produzione dei Limoni e dei suoi impieghi medici e gastronomici.
Gli archivi documentano la sua presenza sulla Costa Amalfitana sin dal 998 in un documento della Badia della SS. Trinità di Cava.
Dapprima denominato citro, assume nel XIII secolo nel linguaggio vernacolo di derivazione araba quella di limunczello. La Scuola Medica Salernitana ebbe modo di praticare, mediante l’uso dei limoni provenienti dalla vicina Costiera Amalfitana, le esperienze scientifiche assimilate dagli studi diffusi dal mondo arabo.
Gli abitanti della Costa fanno propri denominazione e cultura del Limone. Prima delle esperienze commerciali del XIX secolo si assiste ad una prima sperimentazione commerciale di ampio raggio geografico e temporale. Già nel XIV secolo i limoni della Costa Amalfitana raggiungono piazze commerciali internazionali fino ai primi decenni del XVIII secolo.
L'origine del limone: la storia
Oltre 4000 anni fa, le popolazioni di Cina ed India già apprezzavano il valore ornamentale delle piante di agrumi che, grazie ai mercanti, raggiunsero il Mediterraneo attraverso due vie, per mare sino alla penisola araba e per terra sino all'Egitto. In Babilonia durante la cattività, gli Ebrei incontrarono "l'albero più bello" e attribuirono, ai suoi frutti, un valore rituale nella celebrazione del Succòth, la festa del raccolto. La diaspora e l'osservanza del precetto religioso portarono le piante di citrus in tutti i paesi in cui gli Ebrei si rifugiarono. Per i Greci, piante così rare e preziose, non potevano che trovarsi nel mitico Giardino delle Esperidi. Per i romani il citrus era un simbolo di lusso da esibire nelle ville e sulle tavole più esclusive. Nel III secolo a.C. Teofrasto, botanico greco, attingendo al materiale raccolto nelle precedenti spedizioni in Asia di Alessandro Magno, menzionò il limone come melon persicom (pomo della Persia) decantandone le virtù mediche. La trattazione botamica fu completata, prima da Virgilio nelle Georgiche (I sec. a.C.) e poi da Plino nella Istoria Naturalis (70 d.C.) che attribuirono, entrambi, al citrus il nome di malus medica (mela della Media).
Testimonianze
Lo Shu-King una raccolta di documenti del 2400 a.C. Diffusi successivamente, si crede dallo stesso Confucio, menziona gli agrumi. Nel sito archeologico di Mohenjo Daro, nell'attuale Pakistan, è stato ritrovato un monile a forma di limone risalente al 2500 a.C. L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ha conservato nella casa del Frutteto, a Pompei, un affresco raffigurante un albero di limoni ed a Oplontis (Torre Annunziata) vasi con piante di limone. La vicinanza di queste lacalità alla Costa d'Amalfi, la presenza di insediamenti romani romani ed il favorevole microclima costiero fanno ipotizzare la presenza e la coltivazione del citrus già in epoca romana.
Fonte: www.limonecostadamalfi.it
L’aria di produzione
La Costiera Amalfitana è un insieme inscindibile di insediamenti e "giardini",terrazzamenti costruiti con muri a secco di pietra calcarea immersi nella macchia mediterranea. Fattori climatici e terreno di origine vulcanica hanno permesso, unitamente al lavoro dell'uomo, il crearsi di condizioni ideali perchè la coltura del limone di diffondesse nel tessuto culturale del popolo della Costiera Amalfitana . I Comuni della Costiera Amalfitana , in Campania, provincia di Salerno costituiscono il giardino ideale dove il limone, frutto tradizionale e millenario ha deciso di essere coltivato dall'uomo. Il limone rappresenta da sempre la risorsa agraria dei paesi della costa: Amalfi , Atrani , Cetara , Furore , Ravello , Scala , Conca dei Marini , Maiori , Minori , Tramonti , Positano , Praiano e Vietri sul Mare , sono i custodi del paradiso dei limoni.
La tecnica di coltivazione
Il limone Costa d'Amalfi oggi coltivato nel pieno rispetto delle tecniche agrarie tradizionali della zona di produzione. Nei caratteristici terrazzamenti (macerine), costituiscono gran parte del panorama agrario della Costa Amalfitana, la coltivazione avviene sotto impalcature di pali di castagno di altezza variabile, opportunamente protetti nei periodi freddi di stagione. Nel pieno rispetto delle distanze tra pianta e pianta, per ogni ettaro utile coltivato sono presenti più di 800 piante, cui corrisponde una capacità produttiva massima di 35 tonnellate. Lavoro, rispetto dell'ambiente e produzione sono affidate alla paziente e competente cura della classe agraria della Costiera Amalfitana .
La forza dell'uomo
L'identità che ha assunto la Costiera Amalfitana , nota in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e naturali, è data e resa fruibile all'occhio del visitatore grazie al forte spirito di conservazione della propria identità culturale della popolazione indigena. Proprio grazie al secolare lavoro della classe agraria che oggi possiamo presentare ed offrire al mondo intero le nostre bellezze paesaggistiche ed i frutti della nostra terra. Gli abitanti della Costiera Amalfitana sono i custodi di una parte di patrimonio dell'Umanità prima di essere agricoltori, poiché la Costa d'Amalfi dal 1997 è posta sotto la tutela dell'UNESCO. Produrre ed offrire al consumatore il nostro limone Costa d'Amalfi è atto di tutela del territorio e rispetto del lavoro millenario dei nostri avi.
Il marchio di tutela
La tutela sul territorio italiano e Comunitario è garantita dal Consorzio di Tutela Limone I.G.P. Costa d'Amalfi, costituitosi nel 2002. Nel rispetto del nostro Disciplinare di Produzione, il limone Costa d'Amalfi è tutelato dal marchio Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.), che assicura l'origine e la qualità del prodotto storicamente e tradizionalmente riconosciuti dal mercato e dai nostri consumatori.
Caratteristiche
Forma del frutto ellittico - allungata, umbone grande e appuntito, buccia liscio - verrucosa di medio spessore e dal colore giallo citrino. Il peso dei frutti è non inferiore a 100 gr., flavedo ricco di olio essenziale, aroma e profumo intenso e forte. Succo abbondante e dalla elevata acidità, colore giallo paglierino, scarso numero di semi. Non diversi sono i caratteri tracciati dal botanico G.B. Ferrari nel 1646 nella sua opera, ciò attesta la presenza plurisecolare del frutto tipico della Costa Amalfitana già classificato dalla scienza "Limon Amalfitanus".
Gli studi scientifici
La parte più consistente dell’aroma di un limone è data dalla buccia, difatti i composti ossigenati sono contenuti nel flavedo, la parte gialla della buccia. Il dipartimento di Ingegneria Chimica ed Alimentare dell’Università di Salerno ha attestato che la buccia del Limone I.G.P. Costa d’Amalfi contiene quantità di composti ossigenati in misura quasi doppia rispetto a qualsiasi altro limone. L’Istituto di Coltivazione Arboree della Università di Napoli ha confermato che il limone I.G.P. Costa di Amalfi , oltre a presentare il più alto contenuto in acido ascorbico e un elevato numero di ghiandole oleifere nel flavedo, ha una resa del succo – in rapporto alle dimensioni del limone – mediamente elevata.
L'origine del limone:la storia
Il limone I.G.P. Costa d’Amalfi è unico e inimitabile per le sue note olfattive, è stato dimostrato che la proprietà dei suoi olii essenziali danno vita ad un bouquet inconfondibile. L’aroma e il gusto della buccia, unitamente al succo del frutto, permettono di consumarlo al naturale; qualcuno, come la tradizione insegna, consiglia di degustarlo tagliato a fette con l’aggiunta di un pizzico di sale o zucchero, aceto e foglioline di menta. Presta il fianco a molte varianti aromatizzanti a chi si dedica alla preparazione in cucina, non esiste piatto di terra o di mare che non si insaporisca e ingentilisca con l’aggiunta del suo succo, della sua polpa fatta a poltiglia o della sua buccia grattugiata: carne, pesce, verdure di ogni genere, unitamente a frutti esotici, sono i suoi compagni ideali. Il nostro limone I.G.P. Costa d’Amalfi è il re incontrastato sempre presente nei tipici piatti della energetica e salutare cucina mediterranea.
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