| Atrani |
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Fu scalo etrusco o greco intorno a VI secolo: intorno all'anno 1000 fu occupata da Normanni esuccessivamente dagli Svevi, dai Francesi ed infine dagli Spagnoli. In questi anni la storia del borgo è strettamente collegata con quella della Costa Amalfitana . Nel 1734 salgono al trono napoletano i Borboni e con i nuovi reggenti vi è una ventata di cultura e di sviluppo. Infatti, lungo la vallata del Dragone cartiere, fabbriche di tessuti e soprattutto pastifici, forniscono al paese un più florido commercio. Il borgo di Atrani si è sviluppato intorno alle molte chiese presenti sul territorio del comune. La Collegiata di S. Maria Maddalena, fu fondata nel 1274 sui ruderi di un'antica rocca medievale ad opera dei cittadini che vollero ringraziare S.M. Maddalena per averli liberati da una guarnigione di soldati saraceni. Particolarmente rilevante è la chiesa di S. Salvatore de Birecto sede d’incoronazione dei Dogi, mediante l'imposizione del berretto dogale. Fu edificata nel X secolo: gli elementi più importanti sono il campaniletto a vela che sovrasta l'orologio nella facciata della chiesa ed una porta in bronzo del 1087 donata da un ricco mercante, infine un pluteo marmoreo del XII sec., raffigurante una scena allegorico-celebrativa con due pavoni in rilievo con al centro un albero.
Il famoso filosofo tedesco Walter Benjamin, in visita in Costiera Amalfitana nel 1924, ne fu particolarmente colpito e cosi la descrisse: "La curva scalinata barocca in leggera salita verso la chiesa. La cancellata dietro la chiesa. Le litanie delle vecchie all'avemaria: propedeutica alla prima classe del trapasso. Se ci si gira la chiesa confina, come Dio stesso, col mare. (...) Vicoli come canali di ventilazione. Nella piazza del mercato una fontana. Verso sera, donne ai suoi bordi. Poi solitaria. Un gorgogliare arcaico." Poco distante dalla piccola chiesa di Santa Maria del Bando, sul versante orientale del monte Aureo, e collocata una suggestiva Grotta detta di Masaniello, perchè in essa si sarebbe rifugiato il famoso rivoluzionario che aveva origini atranesi. Nel 1923 approda in Costiera Mauritius Cornelius Escher dove realizza ben 110 opere da lui definite "...esercizi pratici...", Le sue opere raffigurano tutta la Costiera, ma fu Atrani ad esercitare sull'artista un fascino particolare: "il villaggio" come lo chiamava, lo attrasse per la "magica atmosfera" delle viuzze-cunicoli nacque così "ATRANI, COSTA D'AMALFI" del 1931 e la "METAMORPHOSI" del 1939, e la seconda del '40 che oggi é all'Aja, nella direzione generale delle poste olandesi. |