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Furore
Fiordo di Furore A soli sette chilometri dagli scogli della Divina Costiera Amalfitana , lungo i tornanti di una strada fra le più belle al mondo, si arriva finalmente a Furore , col suo sparso abitato aggrappato ai fianchi della montagna, si offre a chi è in grado di apprezzare l’autentico e di rifiutare il posticcio.

Paradiso ancora sconosciuto – per fortuna – al turismo di massa, con le sue passeggiate a mezza costa, con i suoi panorami mozzafiato, l’artigianato tipico, il clima dolcissimo, l’atmosfera riservata, la gastronomia più sapiente.

I muri d'autore

Furore è stata per lunghi anni solo “una strada con panorama”. Un paese – non paese, che gli stessi turisti di passaggio, nella loro corsa verso il mare, scandita dall’incantata visione del paesaggio, stentavano ad individuare. Bisognava connettere l’ambiente naturale alla vicenda umana, la geografia alla storia. Solo così la letteratura del paesaggio – inteso come territorio umanizzato, non solo da ammirare, ma da capire e da interpretare – poteva essere completa, densa di significati non soltanto estetici.

Da qui l’idea dei “Muri d’autore”, quale strumento di rappresentazione trasfigurata della storia, delle tradizioni, dei riti e dei miti del paese. Immagini artistiche capaci di provocare intese emozioni e catturare l’attenzione anche del turista più distratto della Costa Amalfitana. Nascono, così, a partire dal 1980, le pitture e le sculture murarie e, nel giro di pochi anni, si moltiplicano e si affermano fino a porsi fra le più compiute espressioni di arte contemporanea.
Arte viva, aperta alle istanze e ai fermenti della società, capace di riproporre le vicende storiche di questi luoghi con un linguaggio immediato ed attuale, offerta alla quotidiana fruizione senza barriere, né steccati che ne possano in qualche modo condizionare il godimento. I primi a rispondere all’appello sono Elio, Luigi e Rosario Mazzella, affermati artisti napoletani, il cui atelier di Villa Haas ha goduto di illustri frequentazioni, da Dino Buzzati a Carlo Levi, da Marcello Venturosi a Giulio Carlo Argan. Luigi, lo scultore, realizza qui “la Vela“, magnifico monumento che esalta la forza e la leggerezza dell’elemento “aria”; Elio, il pittore – scultore, dà vita a un intervento in cemento, omaggio alla “terra”; il pittore Rosario immortala il tema della pesca, quale richiamo all’ ”acqua”.
Tre elementi che dominano la natura di quest’angolo montano della Costiera Amalfitana , sintesi dei colori, della luce, del territorio. Ai Mazzella si aggiungono Giuseppe Leone e Maria Padula, che traducono in splendide immagini pittoriche eventi e memorie sospese fra storia e leggenda. E ancora Annamaria Grassia che affida alla ceramica le sue tematiche floreali, di insolite, delicate cromie. Poi Furore si apre all’Europa: il tedesco Fritz Gilow, il polacco Werner Christian Wontroba, il franco – argentino Marco Lopez Bernal, i romani Castelli, il bolognese Mario Giovanetti, il veronese Pippo Borrello, la vercellese Anna Crosio e la milanese Nadia Farina, la fiorentina Aliai e il cremonese Carlo Fayer.
Gli ultimi interventi sono stati realizzati dagli artisti naif Caramagno, Mora e Ortolani; dal mantovano Peruzzi, autore di una vivace pittoscultura e dal napoletano Ferrenti di cui si espongono maestose sculture in ferro, quale simbolo del “tormento del potere”. La sicura qualità delle opere e l’ottimo livello degli autori fanno di questa iniziativa una sorta di museo en plain air, sempre più ricco e interessante, tanto che Furore può inserirsi a pieno titolo fra i più suggestivi “paesi dipinti” d’Italia.

 

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