| Maiori |
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Origini e StoriaIl nome originale di Maiori: Reginna o Reghinna “Major”. In mano ai romani divenne soltanto MAJORI dal latino MAJOR-MAJORIS, da cui la volgarizzazione Maiori. Ancora oggi s’ignora chi furono i veri fondatori di Maiori, varie spesso contrastanti le posizioni degli studiosi che l’attribuiscono ora ai Greci, ora agli Etruschi, ai Picentini, ai Romani, al principe longobardo Sicardo… Nel V secolo si ha notizia della Cetara a Positano si confederarono nella Repubblica Amalfitana (839). Ad ogni paese era assegnato un ruolo ben preciso, Maiori fu la sede degli Arsenali, dell’Ammiragliato, nonché della Dogana e del Fondaco del sale. A difesa dalla città e delle sue attribuzioni strategiche furono erette due linee concentriche di mura. La cinta esterna, detta Baluardo di S. Sebastiano, si estendeva dalla Rocca di Sant’Angelo, alle pendici del monte Torina ad Ovest, fino al monte Brusario ad Est. Detta muraglia, munita di merlatura e sagitte oltre che di sei torrette circolari, apriva sulla spiaggia con tre grandi porte dotate di ponte levatoio. Antistante le mura era un fossato, che, in caso di necessità, era inondato deviando il corso del Reginna. A questa opera faceva seguito la cinta pedemontana, all’interno della quale, in alto, era il castello di San Nicola de Thoroplano adibito a rifugio. Seguirono anni di miseria e scontento a causa delle incursioni piratesche.
Visitatori illustri Maiori è sempre stata animata da presenze artistiche ed intellettuali attratte dalla bellezza dei luoghi, dal suo “scenario immaginario”. Risulta impossibile parlare in modo esaustivo di tutti gli artisti, tuttavia, un’attenzione particolare amiamo dedicarla agli artisti della scuola di Posillipo, artisti europei quali: Okun, Pitloo, Matisse, Lisa Krugell. Con l’avvento della cinematografia, Maiori, come una bella donna che si adegua alle nuove mode, continuò a venir ritratta; numerosi furono i registi ma fra tutti, Roberto Rossellini divenne un vero e proprio ospite fisso a Maiori. Dopo il successo di “Roma città aperta” del ’45, che consacra Roberto Rossellini sulla scena cinematografica internazionale, nel ’46 viene girato il film “Paisà”; nel ’48 “L’amore” e “La Macchina Ammazzacattivi”; nel ’53 “Viaggio in Italia”. Dopo mezzo secolo, il ricordo sempre vivo del Maestro e la volontà dei Maioresi di rendergli omaggio, hanno ideato il Premio Roberto Rossellini.
Tra i Costaioli del XIX sec. e i primi anni trenta del ‘900 ricordiamo: Gaetano e Luigi Capone, Angelo Della Mura Luca Albino, Raffaele D’amato. Ultimi rappresentanti di questa stirpe di artisti rimangono Acabbo e Claudio Papa che con la dolcezza delle sue madonnine e la luce dei suoi paesaggi tramanda lo spirito più autentico di questa terra. |