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Salicerchie e Capo D'orso

Località Salicerchie

pendici


Località Capodorso

Trovasi all'incirca a metà tra Maiori e Cetara e prende il nome da un appicco di roccia che ha la forma di una tstadi orso ben visibile dalla strada nazionale. Il relativo promontori si spinge nel mare a mò di semicerchio formando una sacca molto estesa, ben conosciuta dai marinai per la sua perioclosità detta "Secca del Gaetano"(vi avrebbero trovato la sua morte un marinaio di Gaeta, ii naufragato nel XVI secolo).Storicamente questa località viene ricordata per la battaglia navale che si combattè nel 1528 fra la flotta de francese al comando di Filippo Doria e quella spagnola di carlo V al comado diretto del Vicerè D.Ugo di Macedonia, battaglia che si risolse con la sconfittà della squadra spagnola e nella quale morì con altri capitani lo stesso Vicerè. In tale località e tuttora installato un faro di segnalzione per uso della navigazione, al quale si accede per una ripida scala ricavata nella rocia e che dalla via nazionale porta giù fino al mare. Nelle operazioni dello sbarco alleato dell'8 settembre 1943, tre uomini del presidio furono uccisi.
Affacciandosi dalla strada Nazionale si scopre una ltro appicco con le fattezze di un gerriero a cavallo che va sotto il nome di "Napolene a cavallo". Da segnalare infne questa località di capodorso la "Grotta Porta di Monte Piano" che rappresenta un'attrattiva di particolare interessi per turisti ed amanti di ricerche e studi speleologici. Tale Grotta e bicata a quota 300 metri su un ripiano di una rupe alla quale si accede dalla via nazionale per un ripido sentiro. Fu scoperta dal Maggiore nel 1934 nel corso delle esporazioni eseguite su incarico della sezione speleologica dell'I.R.B (Istituto Ricerche Biologiche) di Napoli. Il prof. PietroParensan, direttore speleologo di detto istituto, la visitava accuratamente nel 1954 assieme allo scopritore, intitolandola al suo nome e dandone una dettagliata descrizione in un articolo comparso nella Rassegna Speleologica Italiana del dicembre di quell'anno.
Da tale descrizione si rileva che l'entrata della grotta si apre, per chi gurada la rupe, all'angolo inferiore sinistro di un riparo sotto roccia che è come un antro dal quale tramite una bocca situata nella parte basale di sinistra, si passa in un primo camerone ancora illumnato e da questo in altri due cameroni, tutt'e tre ricchi di stupende stalattiti e stalagmiti a caviolfiore. Alla fine del citato articolo e scritto:"La Grotta di Monte Piano pertanto è piuttosto piccola; ma presenta quelle caratteristiche che costituiscono un'attrattivatuirstica, tanto più che la sua ubicazione coincide con un punto spettacolare della Costiera Amalfitana "

 

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