| S. Maria Assunta - Positano |
|
L'origine di questo grazioso paesino alle pendici del monte "Comune" e del monte "S. Angelo a tre pizzi", è assai remota. La più fantasiosa racconta di un difficile trasporto della Madonna sul mare in tempesta. Durante il trasporto i marinai udirono distintamente una voce ripetere "Posa, Posa". Questa voce si udì più volte quando i marinai passavano per il paese, finché presero terra e depositarono il quadro della Madonna sulla spiaggia. Gli abitanti del paese trovarono questo quadro e lo collocarono in una Chiesa poco lontana sulla spiaggia, ma ogni volta che la gente si recava in Chiesa per venerarlo, il quadro non c'era e puntualmente veniva ritrovato su un cespuglio di rovi collocato in riva al mare. Questo avvenimento accadde più volte finché gli abitanti del paese decisero di costruire in quel posto una Chiesa, l'attuale Collegiata di S. Maria Assunta. La Collegiata di S. Maria Assunta risale al 1200 come si evince dalla pergamena di dedicazione. L'antico pavimento era un mosaico probabilmente bizantineggiante. In seguito, alcuni pezzi furono venduti, atri distrutti ed altri ancora (come l'ultimo pezzetto ritrovato nell'area absidale, visibile e ricoperto da un vetro) si trovano ancora coperti dall'odierna pavimentazione datata 1889. In sacrestia è possibile ammirare diversi ex voto, alcuni datati 1700, altri 1800. Sull'altare Maggiore, giganteggia la bellissima icona bizantina con l'aureola in altorilievo della Madonna Nera col Bambino in grembo. Anticamente vi era posto un altare di marmo verde che era stato sottratto alla Chiesa di Positano dall'Arcivescovo Maiorsini di Amalfi , il quale però, regalò due leoni di ghisa posti attualmente nella Rotonda della spiaggia grande. L’altra stupenda statua della Madonna che i positanesi, molto egoisticamente ma anche con smisurato affetto, chiamano la “Madonna di Positano” viene portata solennemente in processione il 15 agosto; al suo passaggio, sulla spiaggia, si compie un rito magico. Scavando tra le brecce marine quasi sempre sene trova qualcuna bucata che viene conservata gelosamente come talismano di buona fortuna. Di pregevole fattura è il busto – reliquiario di San Vito, Patrono della città (si festeggia attualmente il 15 giugno), conservato nella Chiesa Madre. Trattasi di una delle più importanti opere d’arte orafa napoletana presente in Costiera Amalfitana . Di grandissimo prestigio artistico è la “Circoncisione”, opera di Fabrizio Santafede del 1559, sempre conservata nella Parrocchia. Sulla facciata del campanile vi è un bassorilievo medievale rappresentante una “Pistrice” nome col quale gli scrittori greci e latini indicavano una specie di cetaceo grandissimo e mostruoso. È certamente un frammento di ambone ed è forse di manifattura campana. |